Ernia inguinale in bambino e adulto: diversa origine e diversa cura

L'ernia inguinale nel bambino rappresenta una situazione totalmente diversa da quella nell'adulto: mentre in quest’ultimo parliamo infatti di ernia acquisita cioè che si sviluppa nel tempo per il normale decadimento della qualità dei tessuti, per uno sforzo, per un intervento pregresso o per una predisposizione stessa dei tessuti, nei bambini parliamo di ernia congenita ovvero dovuta a un errore di sviluppo dei tessuti nel grembo materno.

In particolare per l'ernia inguinale il sacco peritoneale cioè quello che contiene tutti i visceri si allunga con il testicolo all'interno del canale inguinale e della sacca scrotale generando una comunicazione. Questa mancata chiusura del passaggio determina l'ernia inguinale nel bambino.

Risulta pertanto totalmente diverso sia dal punto di vista della sintomatologia sia soprattutto della terapia. L’ernia inguinale può presentarsi fin da subito alla nascita: il bambino è da poco venuto al mondo e si vede subito questa ernia come tumefazione ben visibile il più delle volte. Se veramente molto evidente, implica un intervento nei primissimi mesi di vita; se è piccolina può essere tenuta sotto controllo e in qualche raro caso con una adeguata e minima compressione della parte che dovrebbe contenere i visceri (quindi ad esempio nell'inguine) può cicatrizzarsi e dare un esito positivo senza dover intervenire. Nella maggior parte dei casi, queste situazioni si trasferiscono nella prima infanzia e culminano con un intervento chirurgico entro il quinto anno di età.

La sintomatologia di un bambino non è quasi mai di dolore, ma è soprattutto la tumefazione visibile. Il bambino spesso riferisce e fa vedere ai genitori questa "palla" diversa che non è altro che l'estroflessione di parte dell'intestino all'interno della cavità scrotale. Questo per quanto riguarda l'ernia inguinale. Anche per quella ombelicale incontriamo una situazione molto simile e di pari frequenza come epidemiologia delle patologie erniarie nel bambino.

Il trattamento chirurgico è l'unica vera soluzione: se raggiunti i 4-6 anni il foro non si è richiuso da solo occorre intervenire chirurgicamente. Contrariamente all'adulto però in questo caso non bisogna riparare la parete perchè essa si presenta integra, ma bisogna sopperire a quella mancata chiusura del canale. Nella maggior parte dei casi l’intervento di chiusura risulta essere risolutivo. Capita però che nel post operatorio il bambino  non mantenga quella mobilità ridotta come dovrebbe avere e le recidive sono un problema possibile.

In caso di recidive, una buona soluzione di riparazione viene dall'uso delle protesi biologiche ovvero protesi intelligenti che si trasformano col passare dei mesi nel tessuto sul quale sono appoggiate. Per cui se si appoggiano sulla parete inguinale del bambino (o anche dell’adulto), rigenerano quel tessuto e poi scompaiono senza lasciare segni. Il genitore non deve preoccuparsi del postoperatorio, non può far altro che osservare la vita normale del bambino che saltella e cammina in continuazione sapendo che la recidiva non dipende solo da quello e che in ogni caso c'è una soluzione.

La situazione sopra descritta fa riferimento ai bambini maschi solo perchè la patologia si presenta con maggiore frequenza. Ciò non toglie che l'ernia inguinale possa presentarsi anche nelle bambine con sintomatologia e soluzione chirurgica analoga.

 

Controlla il tuo bambino durante la routine dell'igiene quotidiana. Se noti qualcosa di strano rivolgiti subito a uno specialista per verificare con lui il percorso di intervento più adeguato.

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